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Leggere per comprendere l'attualità all'I. C. "Don Bosco" di Manduria

     Il 29 marzo scorso la Camera dei Deputati ha approvato, in via definitiva, la legge che tutela i minori migranti non accompagnati, vietando il loro respingimento.

Nel 2016 sono giunti in Italia circa 26.000 minori senza genitori o parenti, tra cui tanti bambini con meno di dieci anni di età. La legge ha ricevuto l'approvazione di Save the Children e dell'Unicef. Sempre nello stesso giorno, il 29 marzo, i ragazzi dell'I. C. "Don Bosco" di Manduria hanno incontrato lo scrittore Claudio Elliott, autore del libro "Il barcone della speranza", letto nell'ambito del Progetto Lettura "Un libro per amico" che ogni anno si tiene con successo nella scuola.  Il romanzo intenso e avvincente, insignito con il Premio Mariele Ventre per le qualità letterarie e sociali, racconta la storia di un ragazzino albanese di 11 anni sbarcato senza genitori e clandestinamente sulle coste pugliesi nei primi anni '90. Le sue vicende sono simili a quelle dei migranti di oggi e, dunque, sempre dolorosamente presenti. Niente poteva essere più attuale della coincidenza tra i due eventi verificatisi il 29 marzo e la scuola "Don Bosco" ha saputo dimostrarsi attenta interprete della contemporaneità.

Quello con l'autore Claudio Elliott è stato un incontro molto interessante per tutti, introdotto dalla Dirigente, dott.ssa Anna C. Calabrese, presentato dalla giovanissima alunna Martina Mastrovito e coordinato dalla prof.ssa Grazia Buccolieri, referente del Progetto Lettura, in collaborazione con le docenti Stella Rossetti, Gilda Del Pozzo, Grazia Lecce, Immacolata Favale.

Claudio Elliott è un apprezzato scrittore di narrativa per ragazzi ed esperto docente di scrittura creativa. Nato in Australia, residente in Italia sin dall'infanzia, ora vive a Potenza. I suoi libri, pubblicati da importanti case editrici nazionali, hanno appassionato sempre i giovani lettori di tutta Italia. Tante le tematiche da lui trattate nei suoi libri: avventura, fantasia, viaggi nel passato, il bullismo, l'anoressia, i fenomeni migratori, l'ambiente, ecc. 

Il libro che l'I.C. "Don Bosco" ha scelto quest'anno, "Il barcone della speranza", è un romanzo attualissimo, anche se la vicenda è ambientata nei primi anni Novanta.

Nel pubblico, tanti genitori, nonni, adulti hanno ricordato la nave Vlora che l'8 agosto 1991 attraccò nel porto di Bari carica di migliaia di uomini, donne e bambini provenienti dall'Albania  su un cargo vecchio e arrugginito. La nave brulicava di esseri umani, molti dei quali si lasciavano pericolosamente cadere in acqua. Chi ha visto non ha potuto dimenticare. Tanti arrivarono in quegli anni, prima e dopo quella nave, tanti arrivano ancora oggi, in quella che Papa Francesco ha definito "la più grande tragedia dopo la 2^ guerra mondiale". Le immagini sono sempre le stesse: uomini, donne  e molti bambini, anche non accompagnati, che fuggono da povertà, fame, guerre e persecuzioni, cercando di raggiungere una nuova terra e un nuovo futuro, affrontando quell'"animale minaccioso che può essere il mare" e che ormai viene definito nel libro "un cimitero d'acqua", con riferimento al nostro Mediterraneo.
L'argomento e lo stile del romanzo hanno  coinvolto i ragazzi, specialmente in un periodo come questo, in cui pregiudizi e diffidenze verso i migranti sono all'ordine del giorno. Ed anche la simpatia e il modo affabile di conversare dell'autore hanno reso intensa ed interessante la serata. Questa scuola, poi, nel corso degli anni ha accolto ed accoglie ancora ragazze e ragazzi albanesi, figli, nipoti, parenti di quegli albanesi giunti anni fa. Particolarmente toccante è stato nella serata l'intervento del signor Doci, zio e papà di alunni albanesi dell'Istituto che con estrema commozione ha narrato il suo sbarco in Puglia, le difficoltà dei primi anni, e infine l'inserimento nella realtà sociale locale.

Tante le domande poste all'autore dai ragazzi presenti all'incontro e tanti anche gli interventi e gli approfondimenti offerti dagli stessi alunni: riflessioni sull'accoglienza, sull'amicizia, sulla storia delle migrazioni nei secoli, sull'integrazione, sui pericoli cui vanno incontro soprattutto i minori non accompagnati, spesso venduti e sfruttati da organizzazioni malavitose. Molti anche i disegni e i cartelloni realizzati dai ragazzi sulle tematiche trattate. Interventi e filmati proposti al pubblico sono stati accompagnati da musiche della tradizione albanese che hanno commosso i numerosi presenti provenienti da quella terra ed invitati alla serata.

L'esperienza ha convinto ancora una volta tutti dell'importanza del Progetto Lettura che l'Istituto "Don Bosco" attua ormai da diversi anni: la Dirigente ed i docenti insistono sul fatto che leggere serve ad aprire le menti, ad allargare gli orizzonti, a scardinare pregiudizi e ad abbattere frontiere. Inoltre sottolineano che leggere è un diritto, un piacere per tutti, un viaggio verso la libertà.

L'ultimo ricordo, a conclusione  della serata, è andato, infine, al grande Dario Fo, recentemente scomparso, Premio Nobel per la letteratura nel 1997,che scriveva:"Fermarela diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere, interpretare, verificare dipersona e non fidarsi di quello che ti dicono.

La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere."

 

 

Allegati:
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